Prose e poesie by Niccolò Tommaseo

Prose e poesie by Niccolò Tommaseo

autore:Niccolò Tommaseo [Tommaseo, Niccolò]
La lingua: ita
Format: epub
editore: Utet
pubblicato: 2012-11-25T23:00:00+00:00


1. Pubblicato per la prima volta ne «L’Istitutore» (Torino), 1856, pp. 262, 309, 328, 341, 567 seg.; ristampato poi nel volume Esempi di generosità proposti al popolo italiano, Milano, G. Agnelli, 1867 (1a ed.); ivi 1868 (2a ed.) e ivi 1872 (3a ed. ritoccata dall’Autore con giunta di nuove narrazioni), pp. 20-41.

2. La predilezione di Giacobbe a Giuseppe aveva ragione e nella bontà del figliuolo, e nella memoria di Rachele, e nell’essere Giuseppe simbolo del Messia (Nota dell’A. nella 2a ed.).

3. La schiavitù fu abolita dall’Inghilterra, nelle sue colonie d’oltremare, nel 1833; dalla Francia nel 1848; qualche anno dopo dagli Stati dell’America latina (escluso il Brasile) e dall’Olanda; dagli Stati Uniti (nei soli Stati del Nord) nel 1863 (negli Stati del Sud, dopo la guerra di secessione); dalla Spagna nel 1870; e dal Brasile nel 1888. Con la Convenzione di Ginevra del 1926 e gli accordi del 1932, la Società delle Nazioni si sforzò di far sopprimere la schiavitù anche nelle regioni dell’Africa, dell’Asia Centrale e dell’Arabia nelle quali perdurava ancora.

4. strani: stranieri.

5. Nell’ed. 1868: «negli occhi loro», cioè sotto i loro occhi.

6. Giuda era figlio di Lia; mentre Beniamino e Giuseppe erano figli di Rachele.

7. Pubblicato per la prima volta ne «L’Istitutore» (Torino), 1857, pp. 74 seg.; ristampato nel vol. Esempi di generosità, 1a, 2a e 3a ed., pp. 100-134.

8. Accennasi alla correzione che fece della parola dal Re pronunziata in Parlamento nella risposta a quel discorso, la Camera. Un ateismo più minuscolo, una professione di fede più prudente, una irriverenza più pedantesca alla maestà regia, dacchè mondo è mondo, non s’è mai veduta. (Nota dell’A. nella 2a edizione).

9. Il Tommaseo ironizza sulla «provvidenza della civiltà», che vuole essere esclusivamente umana e finisce col commettere delle ingiustizie e delle atrocità coperte da un bel nome (G. Mariani). Qui egli fa cenno ad A.-J.-J. Pélissier (1794-1864), duca di Malakof, maresciallo di Francia, che conquistò Sebastopoli, fu ambasciatore a Londra e poi governatore generale dell’Algeria, dove nel 1850, quale capo del Governo lasciò tristi ricordi; al Congresso di Vienna (1815), che permise alla Russia di annettersi una buona parte della Polonia e alle rivolte dei Polacchi del 1830 e del 1863, soffocate nel sangue e nelle deportazioni in Siberia; a centinaia di migliaia di Irlandesi uccisi e un milione e mezzo costretti dalla dominazione dei protestanti inglesi ad emigrare dall’Irlanda in America; infine, a Caienna (Guiana francese), dove furono inviati, sotto il Direttorio, i deportati politici, e, dopo il 1852, i condannati ai lavori forzati.

10. fortuna: burrasca, fortunale.

11. O Adonisedec, sconfitto dagli Ebrei in Besec. Cfr. libro dei Giudici 1, 5 ss.

12. Si può stendere la mano ai fratelli di lingua e di religione, per liberarli; s’intende, salve le leggi di giustizia; e semprechè ciò torni in meglio dei fratelli (Nota dell’A. all’ed. 1868).

13. Dai Cananei poteva Israello imparare a guardarsi dai mali che li avevano condotti a rovina. Nei religiosi sociali doveri, Dio pienamente ammaestrava il suo popolo eletto (Nota dell’A. all’ed. 1868).

14. riguardava: aveva considerazione a.

15. ostro: austro, vento del Sud.



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